Brand positioning: dinamiche interne e consigli utili

Pubblichiamo l’intervista sottoposta ad Edoardo Freddi, CMO at Ecor Naturasi Spa e docente del modulo “Positioning e ciclo di vita del brand” dell’area disciplinare “Marketing”.

FreddiA lezione ci hai parlato delle dinamiche concrete del marketing, approfondendo il concetto di positioning: quale ruolo ha nella strategia di branding?
Il positioning ha una importanza centrale nella strategia di marketing. E’ la carta di identità di chi lavora in ambito sia di comunicazione che di innovazione. E’ l’elemento fondamentale che guida le scelte, che permette di individuare che cosa è coerente con il brand e cosa non lo è. Il positioning è il primo “esercizio” da fare quando si cerca di definire gli aspetti fondamentali di una marca: in questo senso gli va dedicato il giusto tempo, rigore e precisione nel descriverlo, idealmente usando termini distintivi, ma anche lasciando spazio a quella creatività ed intuizione che rende una marca davvero unica e rilevante per le persone che la utilizzano.

La comunicazione oggi si caratterizza per brevità e immediatezza. Facciamo una prova: potresti spiegarci in tre hashtag quali sono i presupposti necessari che creano il legame tra il brand e il consumatore?
Autenticità, cioè essere e fare ciò che si dice. Trasparenza, non avere paura di ciò che si crede e dirlo apertamente. Valore per le persone, quello che si fa deve avere utilità e significato.

Tu che il marketing non solo lo spieghi in aula, ma soprattutto lo pratichi tutti i giorni, quali consigli daresti a un giovane che si affaccia nel mondo della comunicazione di impresa?
1. Sapere che cosa si vuole: quale tipo di azienda, relazioni, esperienza, ambito, settore ci attira di più? Perché? Questa è la base per essere contenti del proprio lavoro.
2. Non avere paura di investire 1-2 anni (anche all’estero se serve) per vedere il mondo: uscire, scoprire, fare esperienze, conoscere, confrontarsi oltre la propria “comfort zone”; specialmente all’inizio credo sia utile buttarsi e seguire un sogno o aspirazione.
3. Confrontarsi con qualcuno che stimiamo e che crediamo ci possa dare un consiglio utile: non sempre è facile trovare un mentore, un amico, una persona che spassionatamente che faccia da specchio: ma è fondamentale per la nostra autoconoscenza e anche per farci le domande difficili a cui cerchiamo di scappare!
4. La vera differenza non la fanno gli strumenti “tecnici” (che comunque servono ma sono relativamente facili da imparare) ma le nostre capacità umane: la passione, la voglia di ragionare e risolvere un problema, “l’intelligenza emotiva”, il rispetto e l’umiltà. Qualsiasi professione senza una elevato “contenuto” di maturità umana resta povera!

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