Cuba e il Web 2.0

Da poche ore ha riaperto l’ambasciata degli Stati Uniti all’Avana formalizzando il miglioramento dei rapporti diplomatici Cuba-Usa. Potrebbe essere il primo passo per il disgelo delle telecomunicazioni cubane? Ce ne parla Yazmin Rodriguez, prima cubana della storia MCI, partecipante alla IX edizione del master.

Quando si parla di Cuba si pensa sempre alla classica isola caraibica dove andare in vacanza, dove la vita scorre lentamente ed è sempre estate. Ma c’è anche un’altra faccia di Cuba: quella delle restrizioni e dei divieti imposti dal governo che hanno portato il paese a rimanere fermo nel tempo. Parlo soprattutto del web.

Cuba

Navigare su internet a Cuba è una vera impresa. Questo è causato non solo dai divieti imposti dal governo Castro che apre e chiude i rubinetti dei collegamenti virtuali secondo le circostanze ma anche dalla mancanza d’infrastrutture che permettano una buona connessione. La navigazione è affidata alla società telefonica nazionale ETECSA che ha avuto fino al 2011 una partecipazione del 27% della società italiana Telecom.
Per collegarsi a internet bisogna avere molta pazienza, soprattutto di giorno. A volte occorre rinunciare: connessione molto lenta, internet point pochi e persone tantissime. Adesso chiunque possa permetterselo ha un cellulare o addirittura uno smartphone, dove però è possibile utilizzare solo la mail poiché l’accesso ai social network è soggetto alle restrizioni del governo. Solo i grandi alberghi forniscono un sistema wireless, ma anche questo ha un costo molto elevato per cui è accessibile solo ai turisti.
Nonostante i divieti e nell’attesa che le ultime trattative con il governo degli USA portino a un’evoluzione del web, i cittadini cubani non si scoraggiano e cercano di essere al passo con i tempi. Un esempio è Generacion Y un blog tenuto da Yoanis Sanchez, blogger e giornalista cubana, dove pubblica regolarmente storie di vita del suo paese e che, nonostante non sia gradito al governo cubano, le ha dato rinomanza internazionale.

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Anch’io voglio sperare che la via del disgelo tra Stati Uniti e Cuba avviata con la riapertura delle ambasciate, porti con sé anche un disgelo delle telecomunicazioni.

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