Desiderio VS fabbisogno. Il pensiero di Slow Food sul cibarsi

Pubblichiamo il post di Sara Calosi partecipante all’VIII edizione del Master.

Fretta, dinamicità e praticità oggi influenzano, non solo le nostre vite, ma anche la nostra alimentazione. Pensiamo al boom dei fast food e dei ready meals: tutto diventa “fast”. Ma ci siamo dimenticati che cosa rappresenta il cibo? Il cibo è tradizione, è gusto, piacere, convivialità, socialità… e per tutto questo c’è bisogno di tempo, di lentezza! Ecco che Slow Food, associazione no-profit fondata da Carlo Petrini nel 1986, promuove e sostiene un cibo che sia “buono, pulito e giusto”, ovvero:

buono: di qualità, determinata dalla scelta delle materie prime e dai metodi produttivi;

pulito: prodotto nel rispetto dell’ambiente, proteggendo gli ecosistemi e la biodiversità;

giusto: prodotto nel rispetto della giustizia sociale.

Slow Food si associa a un determinato stile di vita: la slow life; motivo per cui il suo marchio contiene il segno grafico di una lumaca. La lumaca, emblema della “naturalità”, è un’animale della terra e quindi legata al mondo contadino e alle tradizioni gastronomiche popolari; a sua volta è cibo povero, popolare ma allo stesso tempo è considerata da molte persone anche gustosa e saporita. Esprime lentezza e comunica uno stile di vita comodo, piuttosto che dinamico.

associazione-slow-foodPer comunicare e trasmettere i suoi valori Slow Food fa educazione alimentare, produce guide al consumo responsabile e mette in atto grandi iniziative: momenti di incontro in cui dialogare e condividere esperienze e conoscenze sul mondo del cibo. Cerca di recuperare l’uomo e di avvicinarlo al legame con la sua terra e questo “recupero dell’uomo” va perfettamente a coincidere con il “recupero del tempo”. Poniamoci adesso un quesito: oggi siamo portati a mangiare principalmente per “necessità” o per “piacere”? Probabilmente la vita contemporanea ci spinge maggiormente ad assumere cibo per necessità (pensiamo a quante volte usiamo espressioni del tipo “mangiamo qualcosa al volo”, “prendiamo un panino ed andiamo”) e ciò ci allontana dal provare allegria e piacere per il gusto. Ricordiamoci che il cibo è storia, convivialità e piacere; ogni tanto quindi proviamo a soffermarci e a recuperare un po’ del nostro tempo mangiando un piatto che sia “buono, pulito e giusto”… meglio ancora se questo viene fatto in compagnia!

Commenta il post