Il cibo – scriveva Roland Barthes – può essere considerato come una sorta di griglia (una topica, l’avrebbero definita i retori latini) attraverso la quale si possono fare passare con successo tutte le scienze sociali e umane.

Il cibo, in altre parole, può essere indagato nella sua dimensione simbolica e rituale o nella sua funzione di collante sociale, ma anche come segno di differenziazione, come elemento fondante dell’identità e come strumento per la trasmissione di stati d’animo ed emozioni. Le pratiche alimentari, inoltre, si evolvono storicamente: in Italia, negli anni Cinquanta, non si poneva certo la questione se fosse stato meglio il fast o lo slow food…

È anche in base a questa consapevolezza che abbiamo voluto dare vita a Food tales”, un incontro che ci consente di aprire le porte del nostro Master per parlare di marketing e comunicazione del cibo. L’appuntamento è per giovedì 17 maggio, alle ore 15, presso il padiglione esterno del Complesso San Niccolò, in Via Roma 56.

Vedremo perché il cibo può essere considerato alla stregua di un vero e proprio linguaggio. Cercheremo di capire come sia stato possibile che il discorso sul cibo abbia oltrepassato i confini dell’ambito specialistico per affermarsi prepotentemente al centro della scena mediatica e sociale. Ma, soprattutto, rifletteremo insieme, in una prospettiva di marketing, sulle modalità più opportune di racconto del cibo per promuovere territori, culture e tradizioni.

Ci aiuteranno in questo compito Marco Bolasco, amministratore delegato di Slow Food Editore, che rifletterà proprio sui rapporti fra cucina e territorio, Lorenzo Bianciardi, giornalista e Dottore di ricerca in Semiotica, che mostrerà come viene comunicato il gusto al cinema, e Daniele Vinci, esperto di food marketing e ideatore di Comunikafood.it, che illustrerà, grazie anche alla presentazione di numerose case history di successo, il ruolo sempre più determinante di internet e dei social media per comunicare il vino e il cibo.

Giuseppe Segreto