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Pubblichiamo il post redatto da Ionella Distefano e Simona Ciancagli, partecipanti alla XII edizione del master.

Siete sicuri di conoscere Siena? O almeno, siete sicuri di conoscere davvero tutte le meraviglie architettoniche che questa città ha da offrire? Beh, se è così, avreste certamente visitato uno dei posti più affascinanti della città: il Santa Maria della Scala. Nato nel 1090 come uno dei più antichi e grandi ospedali europei, fu anche uno dei primi xenodochi, la struttura di appoggio per pellegrini e forestieri. Oggi è uno dei più importanti centri museali e culturali della città, in seguito a un’importante operazione di recupero basata sul progetto dell’architetto Guido Canali.

Ospita una serie di collezioni che vanno dall’antichità, con il suo Museo archeologico nazionale nei sotterranei, all’epoca moderna. Grazie alla presenza di svariate testimonianze storico-artistiche, possiamo davvero considerarlo come depositario della storia della città, e a ricordarci ciò che è stato il Santa Maria della Scala per Siena, ritroviamo oggi la celebre sala del Pellegrinaio, che contiene una serie di affreschi raffiguranti scene di vita che si svolgevano quotidianamente quando ancora la struttura era adibita ad ospedale.

Ed è proprio in questo meraviglioso scenario, pieno di storia e di arte, che si è svolto il Festival della Crescita. Nato durante l’Expo di Milano del 2015 da un progetto di Future Concept Lab, il Festival ha l’obiettivo di creare un punto di incontro tra tutti coloro che sono considerati i veri protagonisti della crescita: imprese, istituzioni e ancor di più cittadini, professionisti e studenti. Ed è proprio qui che noi, partecipanti del Master in Comunicazione d’Impresa, abbiamo avuto la possibilità di dire la nostra sull’argomento della crescita e su cosa si potrebbe migliorare per creare una partecipazione sempre più attiva e consapevole nelle comunità culturali. Durante l’evento avvenuto a Siena il 6 aprile, la nostra classe ha condiviso l’esperienza della visita al complesso museale attraverso una serie di video, da noi realizzati, che mettevano in luce come quel luogo per molti sconosciuto celi risvolti sorprendenti, soprattutto per  persone che vivono e respirano ogni giorno la vita di Siena.

In che modo ci poniamo noi ragazzi nei confronti della crescita? E come pensiamo di affermarci come esseri in questo mondo? La nostra risposta in 8 parole preziose.

Le parole della crescita della classe MCI2018

Per alcuni di noi la crescita si rispecchia nelle parole “conoscere e scoprire” (il mondo vicino e lontano); crescita quindi è anche lasciarsi trasportare dalle emozioni, voglia continua di imparare. Conoscere il territorio, il luogo in cui studiamo, in cui viviamo.

Per altri diventa “leggerezza e visibilità“, ritrovandosi nelle parole di un autore come Italo Calvino, che, guarda caso, a Siena e al Santa Maria della Scala c’è stato eccome. Leggerezza come sottrazione di peso alla realtà e alle cose del mondo. Se riusciamo a sottrarre peso alla realtà, si può affrontarla meglio, senza perdersi, in modo da diminuire le nostre paure e le nostre incertezze. Visibilità invece intesa come delinearsi di una nuova civiltà delle immagini, che purtroppo non sappiamo che futuro avrà, in cui molti sono i corpi vuoti, come l’armatura del famoso Agilulfo. Armature che però possono essere riempite di quelle che sono le nostre passioni o di ciò che per noi è davvero importante per fare la differenza.

Alcuni hanno invece voluto focalizzare l’attenzione sull’aspetto emozionale, sulle nostre sensazioni nel momento della visita al complesso museale in modo da spingere sempre più persone a visitarlo. In questo caso le parole scelte sono state “scambio e confronto“; scambio come momento di condivisione con gli altri, confronto invece come momento in cui interrogarci su di noi, sulle nostre motivazioni interiori, spingendoci a riflettere e, appunto, a crescere.

Infine “Creatività e consapevolezza“. Avere consapevolezza di noi stessi, nel mondo veloce e caotico che viviamo, diventa molto difficile; non riusciamo ad avere la percezione di ciò che siamo e di ciò che facciamo, non abbiamo idea di come affermarci, non rendendoci conto che ogni nostra scelta quotidiana ci fa essere persone. E quale, se non la creatività può essere il modo più bello e puro di esprimerci? Creatività non solo come inclinazione che ognuno di noi può più o meno avere, ma semplicemente come modo più leggero per vivere e per interpretare la realtà.

Una visita, questa al Santa Maria della Scala, e un evento, quello del Festival, che sono state davvero un ‘esperienza di crescita. Di crescita e di condivisione: tra noi colleghi sicuramente, ma anche tra noi e la storia di questa magnifica città. Siena, in quei giorni, ci ha dato una nuova chiave di lettura della realtà che ci circonda, che noi tutti siamo forse così tanto abituati a dare per scontata e di cui dovremmo avere molta più consapevolezza.

Foto di Andrea Sampoli

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