The Daily, i cinque motivi (possibili) del fallimento

Pubblichiamo il post di Giulia Andreini, partecipante alla sesta edizione del Master.

Non sono passati nemmeno due anni dall’illusorio inizio della rivoluzione della carta stampata. The Daily, il primo quotidiano al mondo esclusivamente fruibile da tablet, lo scorso 15 dicembre “has ceased publishing”. 

Nel comunicato stampa  riportato da allthingsd.com, l’editore dichiara che “il Daily è stato un coraggioso esperimento di editoria digitale e uno straordinario veicolo di innovazione. Sfortunatamente non abbiamo trovato con sufficiente rapidità un pubblico abbastanza grande per convincerci che il modello di business era sostenibile nel lungo periodo”. L’annuncio ha suscitato non poche preoccupazioni tra gli editori che vedevano nella vendita di “copie digitali” una possibilità di sfuggire alla crisi che ormai da anni investe la stampa. Tutti si sono accorti che siamo pienamente calati in una nuova era dell’informazione. Anche il tablet, con le sue peculiarità d’uso, ne ha modificato i paradigmi. Il fallimento di The Daily fa pensare che non esista nessun futuro per i quotidiani.

Ma quali sono le cause di questa catastrofe? Indagando tra le scelte editoriali e le strategie di business adottate dal quotidiano online di Murdoch è possibile individuarne alcune. Almeno cinque:

  • Genericità dei contenuti. La scelta delle notizie seguiva gli stessi criteri e la stessa classificazione dei quotidiani stampati (politica, economia, cronaca, ecc.). Non si rivolgeva ad un target specifico e non considerava le nicchie informative.
  • Mancata interazione con il web. L’esperienza di lettura del quotidiano non prevedeva alcuna interazione con il web, inclusa la condivisione dei contenuti sui social network.
  • Strategia commerciale debole. Ogni numero costava 99 centesimi ai lettori, 40 dollari l’anno. Sicuri che il valore dei contenuti offerti fosse tale da convincere gli utenti a pagare per ottenerli?
  • Analisi errata del target. Dalle statistiche emerge come soltanto il 6% dei “tablet addicted” legge quotidianamente giornali o magazine sulla proprio tavoletta.
  • Scarsa usabilità. Diversi i problemi tecnici riscontrati – tra cui lunghi tempi di caricamento e un’interazione poco fluida con l’application web – che potrebbero aver portato ad un passaparola negativo e al mancato aumento del pubblico sperato.

Questa analisi, certamente non esaustiva, è sufficiente per affermare che il fallimento del Daily è riconducibile alle molteplici scelte fallaci dell’editore in diversi aspetti: contenuti, strategie economiche, caratteristiche tecniche.

Resta comunque da capire se il tablet sia un dispositivo adatto a sostituire un giorno la carta stampata. E come l’editoria riuscirà a ripensare il proprio modello di business per sopravvivere, nonostante la mole di informazioni reperibili gratuitamente sul web. 

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